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venerdì 4 dicembre 2009

le false virtù

la modestia è una falsa virtù che ti costringe a mentire artificiosamente per compiacere ciò che presumi siano le aspettative degli altri su di te.
oscar wilde

la modestia non è una virtù, l'obiettività è una virtù.
giovanni getto

la fede è l'unica argomentazione per convincere di un fatto irrazionale del quale non si hanno evidenze, né evidenze del contrario.
giordano bruno

se la fede fosse veramente una virtù, sarebbe poco virtuoso da parte tua ritenermi meno che divino. fidati.
giovanni dio getto

che la povertà sia una virtù è una frase che soltanto un ricco può pronunciare.
ennio flaiano

dedicare la propria vita alla ricchezza è un male del quale la povertà non è una cura, ma soltanto un male peggiore.
giovanni getto

lunedì 14 settembre 2009

mike bongiorno è morto

odio parlare di attualità nel mio blog. odio parlare di vip o dei loro fatti. non lo farò. tutti sanno cosa è successo, le mie riflessioni non partono dal fatto, che dovrebbe essere cosa personale, privata. ma dalle reazioni.
in particolare il commento di francesco sabatini che, tra le altre cose, critica eco per quella che, sotto gli occhi di tutti, è l'analisi profetica più azzeccata degli ultimi cinquant'anni.
prima di essere accusato di cinismo (giustamente per altri motivi, ma non in questo post) faccio notare a tutti (anche alle migliaia di persone presenti al funerale che non lo hanno mai conosciuto personalmente) che il mike bongiorno di cui si parla qui, non è il mike bongiorno persona (che non ci è dato di conoscere), ma il mike bongiorno personaggio televisivo, vero o costruito che fosse.
in italia, siamo in un'era geologica in cui fare cose idiote non è più denigrabile e, ancor peggio, denunciare l'idiozia o solo chiamarla per nome, costa, come minimo, un'accusa di snobismo. in questo contesto, un personaggio come quello proposto da mike bongiorno, gli sta valendo postumo l'onore di eroe della patria, maestro della comunicazione, insegnante di tutti gli italiani.
dicono che se ha avuto successo per tanti anni, un motivo ci sarà (rispondo che un successo prolungato di massa non è quasi mai un misuratore di qualità, vedi dittature sparse nel mondo o le religioni). dicono che serviva un punto di contatto tra la televisione colta e il popolo incolto (mi viene in mente che una televisione idiota, solo un idiota la guarda e così in seguito è stato).
il processo di idiotizzazione dei mezzi di comunicazione di massa a cui mike bongiorno (e chi per e con lui) ha dato il via, è arrivato oggi ad un livello devastante. con lui è cominciata la fase tre della cultura di massa. dopo di lui ha proceduto con velocità esponenziale.
vorrei dire di essere contento della morte di mike bongiorno se con lui fosse morto tutto il seguito massmediatico (grandi fratelli, amici, pacchetti e supermilionari), ma non è così. il processo a cui ha dato il via è ora nel suo massimo splendore (spero... significherebbe che seguirà il declino) e di una velocità e portata che sembrano inarrestabili.
l'unica cosa che posso (e devo) dire è che non tollero che pseudointellettuali o recuperatori di bei ricordi postmortem intervengano ora per santificarne la fonte. con mike bongiorno è morta la scintilla del male peggiore che stiamo vivendo in italia in questo momento, un male così pericoloso e tenace che è capace di sopravvivere e prosperare anche senza radice.
chi non ha il coraggio o la lucidità di chiamare le cose con il proprio nome, taccia, per cortesia, non si lanci in vuote lodi senza senso. chi ha conosciuto l'uomo, ne parli per ciò sa. chi ha sofferto e sta soffrendo per gli effetti di ciò che lui ha cominciato, stringa i denti, perché non è ancora finita.

martedì 21 luglio 2009

l'ultimo muro

voglio giocare a nascondino con le cose non dette
spalancare gli occhi della gente e ficcarci dentro uno stuzzicadente
guardare in faccia la realtà e avere paura e avere coraggio
e tra le braccia con sincerità stringerla forte fino a farle male
vedere i muri tra la gente e le barriere che ci tengono lontano
sentirle bene con la mano e con un sorriso birichino
fracassarle con la mazza per far vedere a tutti
quanto è pazza questa vita e il suo destino

ridere e dire un sacco di cazzate assieme a chi sta per conoscere la morte
restargli accanto fino all'ultimo respiro e augurargli una migliore sorte
ma piangere un poco al pensiero che non è più con me ma poi
guardare intorno e sentire che è vero
che c'è un mondo che non finisce mai
voglio sentirmi più al sicuro senza vestiti nella piazza
con faccia tosta andare in giro e ridere a chi ha il viso scuro
e ha compassione di me e della mia pazzia

con una favola mai vissuta costringerti ad ascoltarmi
attentamente per una volta muta dirti quasi come per scherzo
quelle verità che non hai mai e poi mai voluto sentire e voluto dire
e farti dimagrire in un secondo togliendoti quel peso tutto il mondo
e adesso riderai con me al pensiero che qualcuno una volta disse
che a causa di questa gravità l'uomo senza ali mai volerà
leggera come ora sei puoi avvicinarti e toccare il sole
però soltanto se è lui che lo vuole

scoprire il senso della vita nell'istinto di un bambino
nella sua ingenuità infinita vedere il senso delle cose un pochino
separare il bene dal male senza giudizio con curiosità e rispetto
per le altre creature di dio senza discriminare dal loro aspetto
guardando il mondo coi suoi occhi lasciando con le sue mani che mi tocchi
vedendo al di là del velo piangere davanti al mare e al cielo
perché nemmeno lo ricordo più da quando non riesco più a stupirmi
degli gnomi e delle fate

e quando anche l'ultimo sarà caduto reciterò tutto è compiuto
e per un fottuto secondo sarò il migliore del mondo
sarò io sarò dio
sarò me stesso per davvero e con quell'unico pensiero
nel silenzio della sera come fosse una preghiera
mi accenderò una paglia mi sistemerò la maglia
e fischiettando ci piscerò sopra all'ultimo muro

giovedì 9 aprile 2009

un terremoto al giorno

mai sentito parlare di solidarietà come in questi giorni

mai visto tanto spirito patriottico e voglia di aiutare come in questi giorni

serve un terremoto per ricordarsi che siamo tutti sulla stessa barca?

serve un terremoto per dimenticare opportunismo, egoismo, grettezza?

in un epoca storica che è capace di tacere se non approvare frasi come 'a natale bisogna essere buoni' (e gli altri giorni?), cosa può stupirci ormai?

riatti la città quando viene la celebrità

ti vesti elegante al primo appuntamento

curi l'elettore in campagna elettorale

in una società del tacito consenso, del silenzio assenso, è la normalità

ma se è così, dobbiamo augurarci un terremoto al giorno, magari selettivo...

che non scuota case, strade, palazzi e neanche le persone, non di fuori, almeno

ma che scuota le coscienze,

un terremoto

tragico

tremendo

che non ci lasci dormire che non ci faccia riposare fino a quando l'ultima avvisaglia passatista e presentista non sia stata debellata dai nostri cuori e dai nostri cervelli

lunedì 30 marzo 2009

illuminato idiota e gretto

questo è quello che sono.
illuminato idiota e gretto.
e quotidianamente lotto
per espandere la mia parte illuminata,
istruire la mia parte idiota
e distruggere la mia parte gretta
e questo è quello che chiedo a voi
condividere ed aiutarmi in questa lotta
lo stesso offro a voi
spazio agli illuminati
istruzione agli idioti
e emarginazione ai gretti
chi sa è bene che guidi
chi non sa è bene che impari
ai gretti non sia lasciato alcun spazio

lunedì 8 settembre 2008

divisioni

lezione di aritmetica elementare
la divisione è l'operazione aritmetica inversa della moltiplicazione. se

a x b = c

si ha che

c : b = a

a = quoziente
b = divisore
c = dividendo

proprietà - se a, b e c sono maggiori dell'unità (per completezza, è sufficiente che b > 1), il risultato della divisione (quoziente) è sempre strettamente inferiore sia del divisore che del dividendo.

esempi

destra : sinistra
cittadino : politica
lavoratore : dirigente
nord : sud

venerdì 18 luglio 2008

strali

pino è muratore.
ore 7:00 inizio giornata di lavoro
sudore uuff fatica pant pant lavoro oh-issa sudore stanchezza
ore 12:00 pausa pranzo
ore 13:30 ricomincia il lavoro
oh no, sudore uuff fatica pant pant lavoro oh-issa sudore stanchezza
ore 17:30 fine della giornata di lavoro = 1/25 dello stipendio mensile + soddisfazione + gratificazione
pino è decisamente un muratore.
l'ho incontrato alle 17:45 dal tabaccaio
prima che passasse da casa, aveva ancora un buffo cappello di carta di giornale
e grattava con una monetina (5euro = 1/2 ora di lavoro)
grattava una patina argento (5euro = 1/2 ora di lavoro)
grattava grattava ma sotto non c'era nulla (10euro = 1 ora di lavoro)
pinoooo!
eh
hai trovato il tuo futuro?
seeh, il mio futuro è continuare a lavorare
se lo chiedevi a me, te lo dicevo gratis
alla fine della giornata di pino abbiamo
9 ore di lavoro = 7 ore di guadagno + 2 ore grattate
qualcuno ride
non pino

domenica 13 aprile 2008

la vera novità è vecchia di secoli

inascoltata però.
qualcuno mi ricorda che nella società attuale non c'é posto per l'uomo nuovo. io rispondo che per l'uomo nuovo non c'é posto per la società attuale. il tempo(futuro) mi darà ragione.
così come il presente ci sta dando ragione del passato.
in quel passato eravamo in università all'orale io e altri passatisti. interrogavano professore gentile e assistente severo. alternativamente. un conto che si fa in fretta: prof/ass/prof/ass/prof/ass... prof. sarei capitato bene. se me fosse sbattuto (neanche lo sapevo). e se il passatista interrogando prima di me non avesse avuto sapiente bisogno di andare in bagno al momento giusto. prof-->ass = 30-->25.
dopo tempo mi spiegarono cos'era successo. quello stesso che mi disse 'perché non sei andato in bagno anche tu?' s'io anche avessi saputo e pensato che se non ero io era quello dopo di me, fino a far la festa in bagno. s'io anche avessi mai pensato che quel voto avrebbe mai contato qualcosa oltre ciò che già sapevo e potevo. s'io anche tutto ciò non lo avrei mai fatto proprio perché prima d'esser dottore, d'esser 30 e d'esser lodato, voglio essere uomo nuovo co.creatore di un futuro nuovo.
il passatista obiettò: così ti pregiudichi riconoscimenti, strade, possibilità, futuri, futuri e futuri. non risposi e pensai: l'unico futuro a cui tengo è proprio quello che sto costruendoinventando così agendo e poi vedremo.
dopo 15 anni abbiamo visto.
io sono dirigente. lui è ancora nascosto in bagno.

martedì 1 aprile 2008

io vengo dal futuro

- salve straniero
- salve autoctono
- chiamami 'italiano'
- perché sei così abbattuto, italiano?
- è una situazione un po' di merda: scarsa gratificazione al lavoro, subisco i clientelismi, ho poco tempo per la mia famiglia e non riesco a realizzare i miei sogni e come se non bastasse la situazione economica, legale, etica e morale lascia molto a desiderare.
- ah. peccato. da noi non è così!
- come è possibile, è così dappertutto.
- ti assicuro che da noi non è così
- e com'è, da voi?
- da noi vige la meritocrazia. è lo stesso lavoratore che a fine anno decide se merita o no di più; pretende molto da sé stesso e si dà da fare per migliorarsi sempre. lavora poco perché vuol passare più tempo con la famiglia e dedicarsi ad attività diverse, perché sa che così completa la sua formazione intellettuale, fisica e morale. vorrebbe lavorare più ore, ma non cede alla tentazione perché ha capito che è troppo pericoloso.
- perché?
- abbiamo sperimentato in passato l'ultraspecializzazione
- cioé?
- ognuno sapeva tantissimo in un ristrettissimo campo
- come da noi e poi?
- si è arrivati al limite estremo in cui ognuno sapeva dare solo e sempre la stessa risposta alla stessa unica domanda. frustrante. depressivo. involutivo. mortale. lo chiamavamo 'l'uomo monodimensionale'.
- com'é accaduto il cambiamento?
- toccato il fondo. passato il tempo e speso energie, passione, forza, entusiasmo, dinamismo, curiosità.
- sarei proprio curioso di vedere il posto da dove vieni...
- allora un giorno ti ci porto
- tra l'altro non mi hai ancora detto da dove vieni...
- io? io vengo dal futuro

martedì 11 dicembre 2007

sorge un uomo nuovo

sterminato mare di fango e argilla
rib(lob)olliva e ansimava(unf) e rimestava(blb)
in miliardi di punti si staccava
si plasmava si
si dava forma si
si scolpiva e(giuuu) si perdeva(aaa)
a volte una mano(5dita) a volte una gamba(muskkoli)
e poi giù(uuu)
di nuovo solo fango e argilla
e (shh)ilenzio
e quando riusciva a sollevarsi e a camminare
enorme
guardava imperioso a terra e dominava
immenso
così in alto da sembrare il cielo
più del cielo
ogni passo poderoso e grazioso
una musica

vigile orrenda e s($$$)educente
giungeva implacabile
mi-sch(hhh)iava il fango appena nato
con feci, denaro e a(rgg)vidità
e ancora $$$oldi, avidità e mmmerda
e tutto tornava come prima
(shh)ilenzio
rib(lob)olliva e ansimava(unf) e rimestava(blb)

piange(sob) ora la putrida guardiana(sgh)
perchè un uomo nuovo gli è s(wish)fuggito
- consolati: è uno solo
stridolurlo
- zitto servo! non capisci, è contagioso
piange(sob) ora la putrida guardiana(sgh)
l'uomo nuovo la guarda »–di–rit–to–> negli occhi
lei piang(uee)e
e ha pau(brr)ra