martedì 8 settembre 2009
bisticci 1. persone diverse per idee diverse
1. OBIETTIVO la verità
2. METODO la logica
prima di cominciare qualunque tipo di confronto, stabilite con il/i vostro/i interlocutore/i se questi due principi sono condivisi, altrimenti... lasciate perdere! o giocate, se volete, ma sapendo che sarà solo un passatempo.
comincio a discutere i vari punti:
1. Persone da ambiti diversi sono essenziali per avere punti di vista diversi. Che non tutti conoscano tutti crea l'occasione per nuovi confronti. Che ne dite di aggiungere un momento libero introduttivo per spontanee presentazioni, in fondo è un'occasione di festa!
ovvero: i bisticci sono davvero necessari o sono solo (altre) solite discussioni tra persone che hanno voglia di parlare non dei soliti argomenti?
il punto 1. è un punto chiave. nella normalità, quando si parla con uno sconosciuto, si intraprendono modalità formali di comunicazione sia dal punto di vista dei modi che dei contenuti. sono dei 'rituali di apertura relazionale': come ti chiami, come va, bella giornata, governo ladro. le solite cose. prima di affrontare discorsi di un certo contenuto (se mai succede), si passa una fase esplorativa alla ricerca di temi di interesse comune e nel farlo, con sconosciuti o poco conosciuti, difficilmente ci si stacca da temi ritenuti di massa (calcio, veline, grandi fratelli) e ancor più difficilmente si esprime apertamente una propria opinione prima di essere sicuri che sia condivisa.
uso gli impersonali perché, senza andare a cercare citazioni autorevoli, mi auguro di stare schematizzando situazioni quotidiane più o meno note a tutti.
ed ancora, la gente tende ad aggregarsi con persone che hanno punti di vista simile al proprio e, nel tempo, tendono a smussare quelle piccole diversità fino a sovrapporle. chiaro, non è sempre così, ma spesso si vedono individualità smarrite nel gruppo. quindi l'alternativa, cioé il confronto con persone conosciute da tempo, del proprio gruppo, con le quali sappiamo già di andare sul sicuro, diventa: o siamo tutti d'accordo su tutto o la ripetizione della stessa solita vecchia lite, un rito consolidato che serve solo a passare il tempo, allenare la dialettica, ma che non produce mai cambiamenti di opinione o modifica del pensiero.
per questo, il bisticcio vuole creare un setting dove persone che hanno estrazione diversa e quindi idee ed esperienze diverse, si mettono a confronto, esponendo coraggiosamente le proprie idee; perché sanno che in quel contesto questo non è solo legittimo, ma proprio richiesto. non sanno quali saranno le obiezioni che verranno mosse loro, perché non conoscono (e nel migliore dei casi, nemmeno riescono ad immaginare) il pensiero degli altri bisticcianti. questa caratteristica è un certificato di novità, è motivo di crescita e incentivo al movimento del pensiero.
il pensiero, come i muscoli, più sta fermo, più fatica a riprendere il moto. il modo migliore per tenere in movimento il pensiero è quello di metterlo in discussione. come i muscoli, un pensiero in movimento si rafforza.
l'occasione di pre-presentarsi può essere comoda in una fase in cui ancora i bisticci non sono né noti, né diffusi, per rompere il ghiaccio, per dirsi che si è lì per giocare e che non ci sarà astio, ma grinta. il giorno in cui chi andrà al bisticcio saprà cosa aspettarsi e cosa dare, la pre-presentazione potrà diventare l'equivalente del colpo del guantone del pugile prima dell'incontro, poi... fino all'ultimo ragionamento, fino all'ultima parola, che vinca il migliore. unico obiettivo, la verità. unica regola, la logica.
mercoledì 17 giugno 2009
duello verbale
affilate le spade.parole e preparate i coltelli.argomentazioni, guerrieri del terzo millennio perché la guerra sta per cominciare.
gli idioti presentisti si confrontano in dibattiti come millenni fa:
zenone e gorgia -> riduzione all'assurdo delle posizioni avversarie,
protagora -> sia a favore sia contro qualunque posizione, sono tutte giustificate
socrate -> sia a favore sia contro qualunque posizione, nessuna è giustificata
una gara per avere ragione? che assurdità: se in un duello verbale ho ragione, mi porto via una vittoria, se ho torto, mi porto via una nuova verità. quanto è più importante la verità rispetto una vittoria: crescita personale contro egocentrismo.
ecco le nuove regole per il duello verbale, in attesa di metterle in pratica alle serate netfuturiste:
ognuno assume le parti di una diversa posizione e mette in gioco tutte le sue capacità per difenderla senza scorrettezze logiche o verbali, la vittoria non sarà mai dell'una o dell'altra parte, ma della verità. buone argomentazioni andranno sostenute anche se non sono le proprie. ricorda, l'obiettivo è la verità.
nuove regole? bah... già platone ne parlava, ma in questa era di discussioni idiote fini a se stesse, di prese di posizione inutili e gare ad essere migliori di altri sostenendo anche l'assurdo, una regola di migliaia di anni fa diventa una sconcertante novità.

