lunedì 5 maggio 2008
la sfida
era lì.
è bastato guardarlo negli occhi, non mentire e pensare pensare pensare pens
ma non abbiamo dovuto essere geni per questo.
era lì.
a volte sento il commento siete 'vecchi 'desueti 'banali 'passatisti.
non lo siamo noi. lo è la verità.
è vera da sempre.
noi l'abbiamo solo colta.
era lì.
noi non siamo geni. non per questo.
chi guarda in faccia la verità, la realtà, lo stato delle cose dice questo è un sogno, una favola, un utopia.
la realerealtà è ben diversa.
ecco la nostra prima genialità. non sta nell'intelligenza, ma nel coraggio, l'ardore, la passione, la forza e la curiosità di progettare e costruire un mondo fatto ad immagine e somiglianza della verità, del pensiero netfuturista e sputare sul sonnecchiante parlottare degli zombi che ripetono 'sono favole, la realtà è ben diversa'
il nostro secondo essere geniali è la costanza. ma questo non è un merito. facciamo quello facciamo, diciamo quello che diciamo e pensiamo quello che pensiamo non per scelta o per conquista, ma perché questo è quello che siamo: fulmini netfuturisti.
ma la vera sfida, il nostro sudore, il nostro patire, il nostro vero martirio è
trovare il linguaggio per parlare con i morti.
trovare il fiato, la nota, la frequenza giusta per risvegliare l'uomo nuovo.
trovare la strada del tempo e condurre questo presente passatista all'ultimo tra i secoli.
è questo il nostro assillo, che non ci fa dormire e ci corrode, accresce la nostra passione e non ci permetterà né di arrenderci, né di fallire.
musica per musica per treequattordici
se il mondo fosse una persona, l’africa sarebbe il corpobraccio, l’asia il cuoreanima e l’europa il cervellomente.
africa → istinto
asia → sintesi
europa → analisi
è un bene? è un male? è!
sapere i propri limiti e come poterli superare è un bene. questo si.
io sono europeo. io sono italiano. sono stato cresciuto così, un po’ dall’italia, ma un po’ anche dalle mie cellule che sono europee/italiane anche loro.
ragiono su tutto. se non capisco una cosa, quella cosa non esiste. perfetto per la scienza. limitato per l’arte. eppure tutta la nostra arte è fatta di chip e radici quadrate con lo spigolo. la danza classica ha dato il nome ad ogni passo che deve essere fatto così, altrimenti non è QUEL passo. la pittura ha delle tecniche che altrimenti sennò non è pittura. ma la musica? la musica è matematica! si misura, si divide per quattro e moltiplica per sedici. le note si sommano e si sottraggono e il risultato (scritto a rovescio in fondo pagina per il canone inverso) si calcola secondo un testo di armonia e uno di ritmo. ritmo significa che si può dividere per due o per tre, armonia che si può esprimere secondo matrici intere. matematico, no? e il nostro strumento per eccellenza? il pianoforte. santo, eterno, indistruttibile. ha le note tutte in fila, come soldati bianchi e neri sull’attenti pronti a rispondere ad ordini precisi. una nota stonata è un ammutinamento e va punito con un’accordatura repentina e selvaggia: ritorna in fila, tu! insubordinato!
maccerto che va bene! va bene anche a me che sono europeo da quando ero spermatozoo. figurati che, non soddisfatto, ho inventato una teoria per la forma d’onda, ho inventato un computer per ascoltarla, scomporla, studiarla e riprodurla. e ora non solo ho una teoria per le note, ma ne ho una per il suono e anche per il rumore. grazie al mio essere cervellomente, ho potere praticamente su tutta la musica/suono/rumore. ma non devo dimenticare che forse dovrei prendere un po’ di cuore a prestito, perché tutte queste armi e tutta questa mia conoscenza ancora la uso solo per riprodurre il suono del pianoforte, per mettere in colonna delle note e in fila delle matrici. ho tutto, ma non uso niente.
perdonate la timidezza.
domenica 13 aprile 2008
la vera novità è vecchia di secoli
qualcuno mi ricorda che nella società attuale non c'é posto per l'uomo nuovo. io rispondo che per l'uomo nuovo non c'é posto per la società attuale. il tempo(futuro) mi darà ragione.
così come il presente ci sta dando ragione del passato.
in quel passato eravamo in università all'orale io e altri passatisti. interrogavano professore gentile e assistente severo. alternativamente. un conto che si fa in fretta: prof/ass/prof/ass/prof/ass... prof. sarei capitato bene. se me fosse sbattuto (neanche lo sapevo). e se il passatista interrogando prima di me non avesse avuto sapiente bisogno di andare in bagno al momento giusto. prof-->ass = 30-->25.
dopo tempo mi spiegarono cos'era successo. quello stesso che mi disse 'perché non sei andato in bagno anche tu?' s'io anche avessi saputo e pensato che se non ero io era quello dopo di me, fino a far la festa in bagno. s'io anche avessi mai pensato che quel voto avrebbe mai contato qualcosa oltre ciò che già sapevo e potevo. s'io anche tutto ciò non lo avrei mai fatto proprio perché prima d'esser dottore, d'esser 30 e d'esser lodato, voglio essere uomo nuovo co.creatore di un futuro nuovo.
il passatista obiettò: così ti pregiudichi riconoscimenti, strade, possibilità, futuri, futuri e futuri. non risposi e pensai: l'unico futuro a cui tengo è proprio quello che sto costruendoinventando così agendo e poi vedremo.
dopo 15 anni abbiamo visto.
io sono dirigente. lui è ancora nascosto in bagno.
martedì 8 aprile 2008
iDIOTlatria
- in mezzo ad una folla urlante ad un concerto
- sognando davanti ad un poster fotoshopritoccato
- gridando 'quando uscite non scappate' allo stadio
- zappando canali in mutande la sera
- votando per 'abbiamoragionenoi' sperando che gli cambi la vita
- giocando alla lotteria 1su632Mega ce la fa
- chiedendo il futuro ad una palmologa o sull'oroscopo di topolino
- coprendo di firme un corpo che non è più suo
- esibendo una macchina per esoscheletro
- facendo cose che gli ha detto la tv per esibire la propria libertà
- ripetendoripetendripetenripeteripetripeRIP cose che non ha capito
vero, togliendo tutto tranne l'uomo nuovo.
+14gr - tutto = new(uomo)
14 grammi <-------------------------- anima.
leggeri, impalpabili, intangibili.
ffffsh... una volta persi, neanche senti la leggerezza
quei 14gr sollevano il mondo
toglili e tutto aumenta di peso[kg].
cerchi dovunque tranne ->lì<-
->lì<- è dove qualcuno o qualcosa
(ma soprattutto tu[14gr])
ti sei lasciato a dorm(OR)ire
(+requiescat in pace+)
martedì 1 aprile 2008
io vengo dal futuro
- salve autoctono
- chiamami 'italiano'
- perché sei così abbattuto, italiano?
- è una situazione un po' di merda: scarsa gratificazione al lavoro, subisco i clientelismi, ho poco tempo per la mia famiglia e non riesco a realizzare i miei sogni e come se non bastasse la situazione economica, legale, etica e morale lascia molto a desiderare.
- ah. peccato. da noi non è così!
- come è possibile, è così dappertutto.
- ti assicuro che da noi non è così
- e com'è, da voi?
- da noi vige la meritocrazia. è lo stesso lavoratore che a fine anno decide se merita o no di più; pretende molto da sé stesso e si dà da fare per migliorarsi sempre. lavora poco perché vuol passare più tempo con la famiglia e dedicarsi ad attività diverse, perché sa che così completa la sua formazione intellettuale, fisica e morale. vorrebbe lavorare più ore, ma non cede alla tentazione perché ha capito che è troppo pericoloso.
- perché?
- abbiamo sperimentato in passato l'ultraspecializzazione
- cioé?
- ognuno sapeva tantissimo in un ristrettissimo campo
- come da noi e poi?
- si è arrivati al limite estremo in cui ognuno sapeva dare solo e sempre la stessa risposta alla stessa unica domanda. frustrante. depressivo. involutivo. mortale. lo chiamavamo 'l'uomo monodimensionale'.
- com'é accaduto il cambiamento?
- toccato il fondo. passato il tempo e speso energie, passione, forza, entusiasmo, dinamismo, curiosità.
- sarei proprio curioso di vedere il posto da dove vieni...
- allora un giorno ti ci porto
- tra l'altro non mi hai ancora detto da dove vieni...
- io? io vengo dal futuro
mercoledì 13 febbraio 2008
felice
se penso a ciò che avrei potuto fare sono costernato.
se penso a ciò che devo ancora fare sono determinato.
se penso a ciò che non potrò mai fare sono desolato.
se penso a ciò che sono ora sono soddisfatto.
se penso a ciò che avrei potuto essere sono deluso.
se penso a ciò che non avrei dovuto essere sono confuso.
se penso che solo con il solo pensiero (che scelgo io) posso modificare il mio stato d'animo (che troppo spesso sento definire in maniera passiva come un'imposizione esterna) sono contemporaneamente padrone di me stesso, fautore del mio futuro e protagonista della mia vita. in una parola sono felice.
venerdì 1 febbraio 2008
=D ovvero sintesi netfuturista del primo principio del secondo manifesto: individualismo
2. Noi siamo per riscoprire l’unicità di ogni individuo. Oggi ogni uomo crede di lottare da solo per la conquista di qualcosa. In realtà tutti gli uomini lottano gli uni contro gli altri per gli stessi obiettivi imposti dall’alto. Potremmo avere tanti uomini con tanti sogni (ognuno il proprio!); abbiamo invece un unico sogno (non nostro!) inseguito disperatamente da tutti gli uomini. Potremmo avere una vita serena ed entusiasmante; e invece annaspiamo in un mare di noia e frustrazione.
3. Ogni uomo ha la propria personalità, le proprie qualità, le proprie bellezze. Noi vogliamo che ognuno scopra la bellezza della propria esistenza. Che ognuno diventi se stesso e non un calco di altri. Ogni uomo è creatore.
da cui segue che
noi vogliamo liberare l'uomo affinché egli scopra la propria unicità, la propria personalità, le proprie qualità, le proprie bellezze. Ogni uomo è creatore.
da cui segue che
l'uomo è unico per la propria personalità, qualità e bellezza e capacità creativa.
da cui segue che
ogni uomo crea, possiede ed è responsabile di sé stesso.
in particolare
io sono padrone di ciò che sono.
ovvero
io sono di io
io = di io
ridefinendo l'operatore di appartenza (= di) == (=D) si ha che
io =D io
da cui è dimostrata la proprietà riflessiva dell'operatore di appartenenza =D
considerazioni matematiche
l'operatore di appartenenza =D si applica su tutto l'insieme delle persone P, su ogni suo sottoinsieme e su ogni elemento dello stesso insieme e in ogni caso vale la proprietà riflessiva x =D x per ogni elemento x di P; e X =D X per ogni sottoinsieme di P; ovvero ogni persona o gruppo di persone possiede ed è responsabile di sé stesso.
considerazioni metagrafiche
il simbolo '=D' già più volte usato in metagrafica per indicare uno stato di intensa felicità e benessere è l'overloading dell'operatore di appartenenza, da cui se applicato ad un elemento o sottoinsieme dell'insieme P, restituisce l'elemento o sottoinsieme stesso, se preso di per sé indica uno stato di intenso benessere. da cui si deduce che:
l'autoappartenenza produce uno stato di intenso benessere
considerazioni netfuturiste
il simbolo =D ed ogni suo equivalente metagrafico o grafico riassume e rappresenta il primo principio netfuturista di individualismo, autosviluppo delle proprie capacità, proprietà di sé stessi e impegno alla creazione.

