venerdì 22 agosto 2008

dio

di ritorno da un affascinante confronto con il nulla, durante il quale più volte mi è stato posto il problema dell'esistenza del metafisico e del trascendente, rispondo da net.futurista
volete un dio? eccovelo

?
Palazzeschi sottolineava che è il riso a differenziare l'uomo dalla bestia, oggi io sottolineo che è la capacità di porsi domande, di mettersi continuamente in discussione, di focalizzare dei problemi per dar loro una risposta che differenzia l'uomo del passato (che crede di avere già quelle risposte) e l'uomo del presente (che non si pone più neanche delle domande) dall'uomo nuovo del net.futuro
se proprio dovete adorare qualcosa, adorate il punto interrogativo. egli vi darà ogni volta una missione nuova, un senso alla vostra giornata, un senso alla vostra vita. un dio che adora morire ogni volta che gli viene data risposta e adora rinascere instancabile come una fenice dalle proprie ceneri.
non ha limiti
ci spinge ogni giorno a pensare che i suoi confini sono sempre più vasti
ma vuole che lo seguiamo, vuole che gli corriamo dietro, vuole che lo sfidiamo, perché da ogni sfida nasce un uomo migliore, e noi, suoi fedeli accoliti, non ci sottraiamo con l'illusione o la speranza che un giorno non avrà più nulla da nasconderci e forse il desiderio che quel giorno non venga mai, che la gioia del risolvere un problema, del rispondere ad una domanda o del migliorarsi continuo, implacabile, instancabile nessuna vita eterna potrà mai darcela.

4 commenti:

mastrofabbro ha detto...

C'è chi il punto interrogativo lo adora sopra ogni cosa, forse la maggior parte delle persone... Peccato che poi per quelli esclamativi si rivolgono sempre a quei pochi che sanno partorirli.

Antonio Saccoccio ha detto...

gran post.
aggiungo che ad ogni punto interrogativo deve seguire un punto esclamativo.
ad ogni domanda un tentativo di risposta. parziale, momentanea. ma una risposta. e decisa.
l'interrogativo è la base di tutto.
ma non per adagiarsi nel dubbio, bensì per trarre dal dubbio lo stimolo per la SFIDA.
risposto alla sfida, ecco rinascere un altro ? e poi altro ! in una corsa infinita ? ! ? ! ? !verso la SFIDA ETERNA, unica nostra divinità.

Giovanni Getto ha detto...

esatto antonio. il punto interrogativo deve essere distrutto (risposto), per poi venir ricostruito più avanti in un continuo turbinare e mutare di affermazione della conoscenza. il punto interrogativo deve esistere sempre (dio è immortale, no?) ma ogni volta deve essere nuovo

mastrofabbro tocca un altro punto del pensiero net.futurista riconducendosi al post di liberidallaforma: i copiatori di risposte! mettersi in gioco personalmente esige una risposta personale, non la riproduzione della risposta di un altro. anche per 'verità assodate'. il processo di distruzione (messa in gioco) e ricostruzione deve essere fatto da ciascuno. eventualmente arrivando alla stessa conclusione, ma attraverso un percorso personale. questo fa grande la persona(uomo.nuovo), la rende parte attiva del tessuto sociale e non pecora belante (vedi 'declino')

Gianluigi Ballarani ha detto...

Il PUNTO INTERROGATIVO è un DIO da rincorrere con la MAZZA A PUNTO ESCLAMAIVO e da BASTONARE appena lo si raggiunge!

Il segreto è nelle domande!